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Gianfranco Rivoli è un direttore d’orchestra che ha dedicato la propria vita alla musica, con impegno e grande rispetto per il lavoro di tutti coloro con cui ha collaborato, compositori musicali, orchestrali, cantanti, registi e lavoratori teatrali.

Un musicista milanese che ha amato la musica sopra ogni altra cosa, e che ha cercato di portarla a contatto con la gente e di “abbattere i muri tra i popoli” .

Nato a Milano il 2 giugno 1921, compie gli studi presso il Conservatorio di Milano, dove si diploma in composizione, direzione d’orchestra e canto corale. Completa la propria preparazione professionale compiendo studi di piano e d’organo ed acquisendo l’arte di leggere ed apprezzare la musica in modo immediato e risolutivo.

Tra i più prestigiosi interpreti della direzione orchestrale del '900 cui si ispira figurano due grandi Maestri direttori:

-   Antonino Votto, il braccio destro di Arturo Toscanini;

-   Ernst Ansermet, che fondò e diresse l’Orchestra della Suisse Romande tra il 1918 e il 1967.

Nel 1937 risulta vincitore del Concorso nazionale di composizione per pianoforte di Bologna e nel 1940, poco prima dell’inizio della seconda guerra mondiale,  diviene direttore dell’Orchestra Universitaria di Milano.

Nel corso del 1943 interrompe l’inizio della carriera musicale e viene arruolato nell’esercito italiano, dove presta servizio fino all’8 settembre 1945.

A ricordo di questo periodo militare, la musica di cui è compositore per il film di guerra “I trecento della settima” sceneggiato nel 1943 da Mario Corsi, Alessandro De Stefani, Cesare Vico Ludovici e da Mario Baffico, il quale ha curato anche la regia del film[1].

Finita la guerra e ritornato in Italia, incontra Raffaella Cortellini che diviene sua moglie.

Dal matrimonio nascono i primi due figli: Gianluca nel 1946 e Gianmarco nel 1948.

Inizia nel 1946 un lungo periodo di collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano, dove viene nominato direttore d’orchestra per i Balletti per alcune stagioni fino al 1953.

A partire dal 1951 si afferma nella carriera artistica, come direttore d’opera e di concerti sinfonici nei Teatri e nelle Sale da Concerto più prestigiose d’Europa e del mondo.

Con l’Orchestra della Suisse Romande  di Ginevra, e con le orchestre di Losanna e Radio Beromünster di Zurigo, dirige e registra tra il 1957 ed il 1981 molte esecuzioni, che sono ancora conservate e disponibili negli archivi.

Nel 1964 inizia un’esperienza culturalmente molto importante, essendo nominato Direttore Artistico e permanente dell’Orchestra da Camera della Fondazione Gulbenkian di Lisbona e del suo festival. A questa orchestra chiama e  forma i migliori giovani strumentisti provenienti da tutta Europa, compiendo con essi molte esecuzioni, conservate negli archivi della Fondazione.

Conosce Marie –Thérèse Boiton, che diverrà sua seconda moglie e da cui avrà altri due figli, Matteo nel 1968 ed Athena Beatrice nel 1978.

All’inizio del 1970 è chiamato alla Direzione musicale del nuovo Teatro Regio di Torino, ricostruito dopo la distruzione subita nella seconda guerra mondiale, ove diviene direttore e conduttore di proficue iniziative per la diffusione di musica lirica e sinfonica.

Continua costantemente il suo impegno musicale nei più prestigiosi teatri mitteleuropei.

Nel 1971 è alla Piccola Scala ove dirige il balletto e composizione coerografica “Serenata” di Alfredo Casella ed un allestimento della nuova opera “L’arca di Noè” (Noye’s Fluddle) destinata ai ragazzi, musicata da Benjamin Britten, tratta dall’antico teatro religioso e popolaresco britannico.

Nel 1972 viene invitato all’Opéra di Parigi, ove dirige “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini.


Il Maestro manifesta una predilezione particolare per i festival musicali, ove dirige spesso. Al prestigioso festival di Aix-en-Provence, ove torna per nove stagioni, dirige nel 1964 l’opera “L’incoronazione di Poppea”  di Claudio Monteverdi.

Al festival di Carnegie Hall dirige Il Pirata” di Vincenzo Bellini, al festival di Bilbao, nel 1977, l’ “Andrea Chenier” di Umberto Giordano ed al festival di Bordeaux dirige “Il Turco in Italia” di Gioacchino Rossini.

Insieme a lui, grandi interpreti come Placido Domingo, Piero Cappuccilli ed Alfredo Kraus. Con quest’ultimo protagonista, nel 1981 al festival di Bilbao dirige l’opera “I Pescatori di Perle” di Georges Bizet, di cui un’apprezzata esecuzione discografica “dal vivo”.

E’ chiamato a dirigere e a registrare molte esecuzioni alle Radio e Televisioni di vari paesi europei ed extraeuropei fino al 1987.

Oltre alle esecuzioni di repertorio classico e tradizionale italiano, francese e tedesco, presenta numerose prime mondiali di opere e di brani sinfonici di grandi compositori contemporanei e produce una consistente discografia, ancora oggi apprezzata.

Tra i più famosi compositori contemporanei dirige opere di Alban Berg, Benjamin Britten, Riccardo Malipiero, Giulio Viozzi, Luigi Dallapiccola, Bruno Bettinelli e Luciano Chailly, con il quale è legato da profonda amicizia.


Gianfranco Rivoli rappresenta, nella professione, il tipico maestro e direttore d’orchestra italiano, ardente, di razza ed intelligente. La sua intuizione ed il suo temperamento impetuoso si sono espressi sia nel teatro d’opera che nel repertorio di musica sinfonica.

Conclude la sua vita il 18 ottobre 2005 a Città di Castello, nella terra prediletta d’Umbria dove ha trascorso l’ultimo periodo della sua vita.


[1] La pellicola narra la storia di una compagnia di Alpini, che partita da un borgo di una delle nostre vallate, si reca in Albania dove le è affidato il compito di tenere ad ogni costo un valico di particolare importanza. I trecento uomini, stretti intorno al loro capitano, restano fedeli alla consegna e resistono all'infernale accanimento del nemico, preponderante e meglio piazzato, logorandosi e assottigliandosi notevolmente e sopportando privazioni di ogni genere. Alla fine l'esiguo gruppo di superstiti, conquistata la vetta in possesso del nemico e con il morale altissimo, rende gli onori al proprio capitano eroicamente caduto.

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